Leone di Lernia

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NATO IL 18-04-1938
MORTO IL 28-02-2017
Italia Leone di Lernia è stato un conduttore radiofonico, cantautore del genere trash-demenziale italiano. Ha raggiunto la popolarità a inizio anni novanta grazie a delle cover parodistiche, goliardiche e spesso scurrili di brani di musica dance.
Pubblicato il 17/10/2017


Postato il 17/10/2017

R.I.P. LEONE DI LERNIA Un male incurabile l'ha portato via, ma non ha portato via il suo spirito che rimarrà nei nostri cuori. La famiglia Di Lernia ringrazia tutte le persone che l'hanno amato e i suoi fans. Grazie di essere esistito. Ti amo Davide. (Di Lernia)
Simone U.
Postato il 17/10/2017

“Sembra uno scherzo, uno dei mille fatti dallo Zoo, ma con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina! Riposa in pace fratello”. (Zoo)
Sara Nanni
Leone di Lernia (Trani, 18 aprile 1938 – Milano, 28 febbraio 2017) è stato un conduttore radiofonico, cantautore del genere trash-demenziale italiano.
Ha raggiunto la popolarità a inizio anni novanta grazie a delle cover parodistiche, goliardiche e spesso scurrili di brani di musica dance.
È stato per quasi dieci anni (dal 1999 al 2008 e di nuovo, anche se parzialmente, nel 2011) spalla comica del programma radiofonico Lo Zoo di 105.

Biografia
Nato a Trani, iniziò la carriera come urlatore, con lo pseudonimo Cucciolo Di Lernia, partecipando nel 1961 al Festival dell'Urlo organizzato da Ghigo Agosti[2]; incise il suo primo 45 giri, Trenta chili/Andiamo nei cieli, nel 1968 per la L.O.N.G.I.N.I. di Barletta.

Trasferitosi a Milano, lavorò a lungo come cantante e comico dialettale in varie televisioni locali. Nel 1975 uscì il suo secondo singolo, Gaccia ad'avè/Spuosatiella Geuvè; in particolare Gaccia ad'avè era una cover in dialetto tranese della celebre “I gotcha” di Joe Tex, che anticipava quello che sarebbe stato il modus operandi del cantante pugliese: prendere una canzone in inglese di successo e sostituirne il testo con testi demenziali in italiano o in tranese.

Negli anni successivi pubblicò numerosi dischi, sia come gruppo con il nome Leone Di Lernia e la sua new rock band e sia da solista. Gran parte di questi dischi vennero pubblicati dalla Duck Records, piccola etichetta di Trezzano sul Naviglio, ma non riscossero particolare successo. Negli anni ottanta guadagnò una piccola notorietà televisiva, piazzandosi dietro l'inviato durante i collegamenti con lo stadio San Siro in 90º minuto; episodi simili li fece anche nel programma Quelli che il calcio.

Nei primi anni novanta arrivò la popolarità a livello radiofonico, prima, grazie alla partecipazione nel programma intitolato Fausto Terenzi Show assieme a Fausto Terenzi e Paolo Dini, in onda su Radio Montecarlo[4] e poi, con i due dischi della serie "Barhouse" in cui venivano reinterpretati nel suo solito mix di tranese/italiano, i successi da discoteca di quel periodo. Esempi delle sue cover di quell'epoca sono: Uè paparul maccaron ( Macarena dei Los Del Rio), Ra-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà (Gypsy Woman (She's Homeless) di Crystal Waters), Cumbà Giuàn (All That She Wants degli Ace of Base), Te sì mangiàte la banana (The Rhythm of the Night dei Corona), Tu sei ignorante (Zombie dei The Cranberries), Chille che soffre (Killing Me Softly with His Song dei Fugees), Magnando (Bailando dei Paradisio), Melanzan (Turn Around dei Paps'n'Skar), Bevi stu chinotto (Get It On dei Paps'n'Skar) e Il presidente (Love Is Love).


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