Gianna Beretta

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NATA IL 04-10-1922
MORTA IL 28-04-1962
Italia Gianna Beretta, coniugata Molla (Magenta, 4 ottobre 1922 – Ponte Nuovo, 28 aprile 1962), è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, dopo che Incinta, con un tumore all'utero, preferì morire anziché accettare cure che arrecassero danno al feto. Fu canonizzata nel 2004 da papa Giovanni Paolo II
Pubblicato il 04/05/2014


Postato il 28/04/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 28/04/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 28/04/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 28/04/2015

Pregare, pregare bene, pregare molto. Non solo quando abbiamo bisogno di grazie, non solo per chiedere. La vera preghiera è quella: di adorazione, nel riconoscimento della bontà, dell’amore di Dio, poi di ringraziamento, sono un nulla, eppure sono un corpo, ho dei doni, tutto tuo dono, il mondo l’hai creato per me. Vediamo la mano di Dio dappertutto e ringraziamolo, di perdono, di richiesta e non solo le cose materiali, ma cercate prima il Regno dei Cieli, la grazia, il Paradiso per noi e per gli altri. Pregate, vi santificherete e salverete.
Suor Maria
Postato il 28/04/2015

Il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e di ringraziare il Signore di tutto ciò che Egli nella sua bontà ci manda giorno per giorno.
Anna Maria
Postato il 04/05/2014

Più si sente il desiderio di dare molto, e più sovente bisogna ricorrere alla sorgente che è Dio.
Sara
Postato il 04/05/2014

La condizione più essenziale di ogni attività feconda è l' immobilità pregante, L' apostolato si fa prima di tutto in ginocchio.
Maria Pia
Gianna Beretta, coniugata Molla (Magenta, 4 ottobre 1922 – Ponte Nuovo, 28 aprile 1962), è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, dopo che Incinta, con un tumore all'utero, preferì morire anziché accettare cure che arrecassero danno al feto. Fu canonizzata nel 2004 da papa Giovanni Paolo II

Biografia
La famiglia

Gianna nacque a Magenta il 4 ottobre 1922, da Alberto Beretta e Maria de Micheli, entrambi cristiani, terziari francescani.
Era la decima di tredici figli, tra cui Alberto, medico missionario cappuccino; Giuseppe, sacerdote ingegnere nella diocesi di Bergamo; Virginia, medico religiosa canossiana.

La giovinezza
Fin dalla prima giovinezza visse profondamente la religione cattolica, secondo l'educazione ricevuta dai genitori. Ricevette la prima comunione a cinque anni e mezzo, il 4 aprile 1928. Il 9 giugno 1930 fu cresimata nel Duomo di Bergamo da mons. Luigi Maria Marelli.
Visse a Milano fino ai 18 anni. Lì frequentò la Chiesa dei Padri Cappuccini in Corso Monforte. Nel 1925, dopo la morte di alcuni fratelli a causa dell'influenza detta spagnola, si trasferì a Bergamo.
Nel gennaio 1937 morì la sorella Amalia e la famiglia -ò ad abitare a Genova, nel quartiere di Quinto al Mare. Qui Gianna si iscrisse alla V ginnasio presso l'Istituto delle Suore Dorotee. In questo periodo partecipò alla vita della Parrocchia di S. Pietro, di cui era arciprete don Mario Righetti, il quale ebbe una parte significativa nella sua formazione spirituale.
Finita la quinta ginnasiale, i genitori di Gianna decisero di farle sospendere le scuole per un anno perché rinforzasse la sua debole costituzione fisica. Nell'ottobre 1941, la famiglia, a causa dei bombardamenti, ritornò a Bergamo, nella casa dei nonni materni. Fu qui che Gianna, nell'anno della maturità classica, perse entrambi i genitori, a poco più di quattro mesi di distanza l'una dall'altro.
Nell'ottobre 1942 Gianna ritornò a Magenta e si iscrisse e frequentò la facoltà di medicina e chirurgia, prima a Milano e poi a Pavia, dove si laureò il 30 novembre 1949. Anche in questi anni dell'università partecipava ogni giorno alla Messa, faceva la visita al Santissimo Sacramento e recitava il Rosario.

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