Doriano Romboni

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NATO IL 08-10-1968
MORTO IL 30-11-2013
IlmorX3-003.png Italia Doriano Romboni è stato un pilota motociclistico italiano. Soprannominato Rombo, nei primi anni '90 fece parte delle cosiddette frecce tricolori (insieme a Max Biaggi e Loris Capirossi) che riportarono in auge i colori azzurri nel motomondiale della classe 250
Pubblicato il 02/12/2013


Postato il 30/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 30/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 30/11/2015

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 02/12/2013

"Grande uomo che pilotava la moto come pochi altri. Hai saputo farmi capire come si doveva correre con il cuore".(Marco Melandri)
Silvio. N
Postato il 02/12/2013

Noi crediamo di condurre il destino, ma è sempre lui a condurre noi.Ciao Dori
Vincenzo
Doriano Romboni (Lerici, 8 dicembre 1968 – Latina, 30 novembre 2013) è stato un pilota motociclistico italiano.
Soprannominato Rombo, nei primi anni '90 fece parte delle cosiddette frecce tricolori (insieme a Max Biaggi e Loris Capirossi) che riportarono in auge i colori azzurri nel motomondiale della classe 250

Carriera
Debutta nella classe 125 del motomondiale nel 1989, alla guida di una Honda. Ottiene come miglior risultato un settimo posto in Gran Bretagna e termina la stagione al 20° posto con 20 punti.
Nel 1990 corre nella stessa classe, sulla Honda del team Moto Club Crostolo. Ottiene le sue prime vittorie (Germania e Olanda), due secondi posti (Francia e Gran Bretagna), due terzi posti (Svezia e Australia) e tre pole position (Germania, Francia e Cecoslovacchia). Termina la stagione al 4° posto con 130 punti.
Nel 1991 passa alla 250, alla guida della Honda del team HB Honda Racing Italy. Ottiene come miglior risultato un sesto posto nel Gran Premio di San Marino e termina la stagione al 15° posto con 32 punti.
Nel 1992 ottiene un terzo posto in Gran Bretagna e il 10° posto finale con 43 punti.
Nel 1993 ottiene due vittorie (Austria e Germania), un secondo posto negli Stati Uniti, un terzo posto in Giappone e due pole position (Austria e Germania) e conclude la stagione al 5° posto con 139 punti. Una caduta durante in gran premio di Assen gli comportò una grave frattura alla gamba destra e lo stop per quattro gare, causandone l'estromissione dalla lotta per il titolo mondiale e compromettendo la stagione successiva (che peraltro fu in cui ottenne il miglior piazamento finale)
Nel 1994 ottiene una vittoria negli Stati Uniti, tre secondi posti (Australia, Spagna e Francia), quattro terzi posti (Austria, Germania, Gran Bretagna ed Europa) e due pole position (Francia e Stati Uniti) e termina la stagione al 4° posto con 170 punti.
Nel 1995 passa al team Honda Agostini. Ottiene una vittoria in Brasile e un terzo posto in Argentina e termina la stagione al 9° posto con 75 punti.
Nel 1996 passa alla classe 500 guidando l'Aprilia RSW-2 del team IP Aprilia Racing. Ottiene come miglior risultato un settimo posto in Giappone e termina la stagione al 19° posto con 23 punti.
Nel 1997 ottiene un terzo posto in Olanda e termina la stagione al 10° posto con 88 punti.
Nel 1998 passa alla guida della MuZ Weber, ma corre solo una gara, totalizzando 4 punti, dato che in Malesia si frattura lo scafoide della mano destra, che aveva subito traumi già altre volte in precedenza.
Nel 1999 passa al campionato mondiale Superbike, dove il 30 maggio 1999, durante il Gran Premio d'Italia a Monza, subisce il secondo grave infortunio della sua carriera con un'altra frattura sempre alla gamba destra (già fratturata nel 1993 ad Assen). Dal 1999 al 2004 disputa in totale 12 gare senza raggiungere mai il podio. Nel 2003 dopo uno stop di 3 anni, torna alle corse con il team Giesse Racing che lo schiera nel campionato Italiano Superbike, nel 2004 con lo stesso team oltre al campionato italiano prende parte anche a due prove del campionato mondiale Superbike. A termine della stagione agonistica 2004 si ritira dall'attività agonistica.
Dal 2012 ha ricoperto la carica di direttore sportivo del team Puccetti Racing Kawasaki.
Il 30 novembre 2013 è deceduto a seguito di un incidente durante la seconda edizione del “Sic day”, la manifestazione in memoria del pilota Marco Simoncelli tenutasi al circuito del Sagittario di Latina

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