Dardano Fenulli

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Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Dardano Fenulli (Reggio nell'Emilia, 3 agosto 1889 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un generale e partigiano italiano, operante nel Fronte militare clandestino e caduto nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria  Medaglia d'oro al valor ...

Pubblicato il 23/09/2015


Postato il 24/03/2020

Se potessi rivederti tra un anno farei tanti gomitoli di mesi. Se l’attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita, la mia e la tua proseguiranno insieme , getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l’eternità (Emily Dickinson)
Infinita Memoria
Postato il 24/03/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Dardano Fenulli (Reggio nell'Emilia, 3 agosto 1889 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un generale e partigiano italiano, operante nel Fronte militare clandestino e caduto nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Biografia
Figlio di Saverio e Rosa Ferrari, s'arruolò come volontario nel 1906 nel Reggimento "Lancieri di Milano", successivamente studiò all'Accademia militare di Modena dalla quale ne uscì nel 1912 con il grado di sottotenente di cavalleria. Nello stesso anno il padre trovò la morte a Derna nel corso della guerra italo-turca e pertanto venne decorato con la medaglia d'argento al valor militare alla memoria.

Dardano Fenulli invece venne invece inquadrato nei Cavalleggeri di Lucca e partì alla volta della Tripolitania. Alla fine della prima guerra mondiale, nel corso della quale aveva preso parte ai combattimenti sul Col Briccon e sulla Cima Bocche e anche perso il fratello minore Saverio caduto nel 1917, venne assegnato al Reggimento Nizza Cavalleria con il grado di capitano.

Nel 1938, con il grado di tenente colonnello, prese parte ad operazioni di contrasto alla guerriglia in Etiopia. Per il lavoro svolto venne premiato con una medaglia d'argento al valor militare. Nel 1941, nominato colonnello, Fenulli venne mandato in Jugoslavia alla testa dei "Lancieri di Vittorio Emanuele". Due anni dopo venne nominato Generale di brigata e vicecomandante della Divisione corazzata Ariete. Nei giorni immediatamente successivi l'8 settembre 1943 guidò alcune operazioni contro i tedeschi nei pressi di Roma, ma la firma del cessate il fuoco fermò ogni sorta d'iniziativa militare contro il nemico.

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