Elio De Angelis

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NATO IL 26-03-1958
MORTO IL 15-05-1986
Italia Elio De Angelis è stato un pilota automobilistico italiano. Campione nazionale di Formula 3 nel 1977, debuttò due anni dopo in Formula 1 nel Gran Premio d'Argentina, con la Shadow. Nel 1981 passò alla Lotus, con la quale ottenne le uniche due vittorie, al Gran Premio d'Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985.
Pubblicato il 02/07/2013


Postato il 15/05/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 15/05/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
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Postato il 15/05/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 28/02/2015

Ora che sei circondato dal silenzio e dalla pace eterna, contempla l'infinito con il pensiero rivolto a quanti, passeggiando con te sul sentiero della vita eterna, ti hanno amato.
Michele
Postato il 02/07/2013

Elio De Angelis è stato un pilota automobilistico italiano. Campione nazionale di Formula 3 nel 1977, debuttò due anni dopo in Formula 1 nel Gran Premio d'Argentina, con la Shadow
Orlando
Elio De Angelis (Roma, 26 marzo 1958 – Marsiglia, 15 maggio 1986) è stato un pilota automobilistico italiano.
Campione nazionale di Formula 3 nel 1977, debuttò due anni dopo in Formula 1 nel Gran Premio d'Argentina, con la Shadow. Nel 1981 passò alla Lotus, con la quale ottenne le uniche due vittorie, al Gran Premio d'Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985.
Dopo 6 stagioni con la Lotus, con la quale arrivò 10 volte sul podio ed ottenne 3 pole position, passò alla Brabham. Morì a Marsiglia nel 1986 per le conseguenze di un grave incidente occorsogli il 14 maggio, durante una sessione di prove private sul circuito Paul Ricard a Le Castellet

Carriera
Gli inizi nei kart e nelle formule minori
Appassionato di motori fin dall'infanzia, a 14 anni cominciò a guidare i kart. Visti i brillanti risultati conseguiti, tra cui la vittoria del titolo europeo nel 1976, la famiglia decise di fargli continuare la carriera da pilota e il padre, ricco costruttore e campione di motonautica, gli regalò una Chevron con cui poté correre in Formula 3, ma non ricevette più alcun finanziamento dai genitori.

Nel 1977 De Angelis vinse il campionato italiano di categoria e l'anno seguente passò in Formula 2, in cui non ottenne però grandi risultati, le vinse il Gran Premio di Monaco di Formula 3. Questo successo gli valse l'interessamento di varie scuderie, tra cui Brabham e Tyrrell. Fu proprio quest'ultima ad offrirgli un contratto per la stagione seguente, ma improvvisamente Ken Tyrrell si tirò indietro. Il pilota fece quindi causa alla scuderia, che perse, ma i soldi ottenuti non furono sufficienti a De Angelis nemmeno per pagarsi le spese legali. La Ferrari si mostrò interessata ed Enzo Ferrari invitò il romano a Maranello; al termine dell'incontro, lo inserì nel programma giovani, offrendogli un posto in Minardi in Formula 2.

Formula 1
L'arrivo in Formula 1 e i primi anni alla Lotus [modifica]Grazie alla Shadow, De Angelis riuscì a debuttare in Formula 1 nella stagione 1979. Il contratto prevedeva però che l'italiano dovesse pagare 25.000 dollari ogni Gran Premio per assicurarsi il posto di pilota. Si procurò da solo il denaro, contattando vari sponsor e poté così disputare l'intera stagione. Durante l'annata si avvicinò varie volte alla zona punti, concludendo settimo due volte; nel Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est conquistò un quarto posto. Per le sue ottime prestazioni, il patron della Lotus, Colin Chapman, a fine anno lo convocò per un provino, al termine del quale venne assunto. Poiché il pilota romano aveva un contratto di tre anni con la Shadow, l'ingegnere inglese dovette versare una gravosa penale per liberarlo, e per il primo anno non gli versò alcuno stipendio

Arrivato nel Team Lotus nel 1980 con un contratto da secondo pilota,[4] vi rimase per sei stagioni. Durante il suo primo anno ebbe occasione di mettersi in luce nel corso della seconda corsa del campionato, il Gran Premio del Brasile, nel quale giunse alle spalle di René Arnoux e, all'età di 21 anni, mancò di poco il record per il più giovane vincitore di tutti i tempi in un Gran Premio di Formula 1.[5] Durante la prima parte del campionato non ci furono altre prestazioni degne di nota, poiché la macchina evidenziò problemi di trazione e di telaio.[6] Solo verso la fine della stagione, il pilota riuscì a conquistare alcuni punti, chiudendo settimo in classifica piloti e battendo il compagno di squadra Mario Andretti, ormai demotivato.

L'inizio della stagione 1981 vide il Team Lotus in difficoltà: la FIA aveva dichiarato illegale la Lotus 88 ed era stato arrestato David Thieme, uno dei principali sponsor della scuderia. Elio De Angelis riuscì comunque a concludere a punti due delle prime tre gare. Fu poi costretto a saltare il Gran Premio di San Marino, boicottato dalla sua scuderia per protesta nei confronti della Federazione contro la non ammissione della 88, con grande amarezza da parte di De Angelis, il quale dichiarò successivamente che, viste le condizioni del tracciato, anche con la vettura dell'anno precedente avrebbe potuto ottenere un buon risultato. A partire dal Gran Premio di Monaco poté disporre della nuova vettura, la Lotus 87. Al successivo appuntamento mondiale giunse quinto, chiudendo a meno di un secondo e mezzo dal vincitore.[9] Nelle successive gare il pilota italiano si mantenne sempre tra i primi, senza mai riuscire a salire sul podio. A fine stagione risultò ottavo, con quattordici punti, battendo nel confronto il suo nuovo compagno di squadra, l'inglese Nigel Mansell.

Durante la pausa invernale circolò voce di un suo passaggio all'Alfa Romeo, con cui effettivamente il pilota romano aveva già firmato un contratto, ma alla fine rimase alla Lotus, in quanto le penali da pagare sarebbero state troppo elevate per la casa italiana

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