Severino Gazzelloni

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NATO IL 05-01-0919
MORTO IL 21-11-1992
Italia  Severino Gazzelloni, è stato un flautista italiano. Strumento che, grazie alla straordinaria figura dell'artista, ha iniziato gradualmente ad ottenere larga e condivisa considerazione in virtù delle sue peculiari caratteristiche di agilità, bellezza del suono e larghe possibilità d'uso nell'impiego solistico, particolare quest'ultimo che Gazzelloni considerava fermamente e in modo duraturo nel tempo.
Pubblicato il 30/05/2014


Postato il 21/11/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 21/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 05/01/2017

Roccasecca in onore al Maestro Gazzelloni, ospita il Concorso Flautistico intitolato a suo nome, con la presenza di ragazzi, provenienti da diverse nazioni del mondo. “Il Festival Gazzelloni costituisce uno dei momenti culturali più importanti del territorio – oltre a celebrare un grandissimo artista come Severino, riesce a promuovere e valorizzare il talento dei tanti artisti e dei tanti ragazzi che trasformano per una settimana la nostra città nella capitale della musica di qualità”.
Simone D.
Postato il 21/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 30/05/2014

Definito dal New York Times uno dei più prestigiosi flautisti di tutti i tempi, gli è stato attribuito l’appellativo di Flauto d’Oro.
Francesco P.
Severino Gazzelloni, nato Severino Gazzellone (Roccasecca, 5 gennaio 1919 – Cassino, 21 novembre 1992), è stato un flautista italiano.
È stato uno dei primi pionieri della riscoperta moderna in Italia del flauto, strumento che, grazie alla straordinaria figura dell'artista, ha iniziato gradualmente ad ottenere larga e condivisa considerazione in virtù delle sue peculiari caratteristiche di agilità, bellezza del suono e larghe possibilità d'uso nell'impiego solistico, particolare quest'ultimo che Gazzelloni considerava fermamente e in modo duraturo nel tempo.

Biografia
Nacque a Roccasecca, in provincia di Frosinone, in una modesta famiglia. Figlio di un sarto, Giuseppe, che suonava il bombardino nella banda del posto, il piccolo Gazzellone (Severino modificò in seguito il cognome paterno), già a sette anni faceva parte della stessa come flautista.
In seguito suonò in diverse bande di svariati luoghi e iniziò gli studi all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma nell'anno 1934, diplomandosi nel 1942 sotto la guida di Arrigo Tassinari. Durante la guerra cominciò la carriera musicale esibendosi nell'orchestra ritmo-sinfonica di Alberto Semprini e presso il teatro Odescalchi nella compagnia di avanspettacolo di Macario. Nel 1944 entrò nell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma (allora Orchestra di Radio Roma, diretta da Fernando Previtali), di cui divenne in seguito primo flauto e con la quale collaborò per un trentennio. La sua carriera come solista iniziò ufficialmente nel 1945 con un'avventurosa tournée a Belgrado, ma in Italia debuttò nel 1947, al Teatro Eliseo di Roma, in un recital con l'arpista A. Soriani. Tramite Maderna Gazzelloni si avvicinò, qualche anno più tardi, alla Neue Musik.

Dal 1952 Gazzelloni partecipò agli Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, insegnandovi ininterrottamente il flauto dal 1956 al 1966. In quegli anni strinse rapporti professionali con i maggiori esponenti della nuova avanguardia come Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, Franco Donatoni, Olivier Messiaen, John Cage, Luciano Berio e Sylvano Bussotti.
Grazie alla vastità del repertorio, che spaziava dalla musica classica a quella leggera e popolare, e all'abilità unanimemente riconosciuta, Severino Gazzelloni arrivò presto ad avere una grandissima fama, sempre accompagnata da un attaccamento alla propria terra, contribuendo ad una ampia diffusione dello strumento sul territorio italiano. Morì nel 1992
Per la sua bravura e personalità esecutiva fu attribuito a Gazzelloni il soprannome di "flauto d'oro", e un flauto d'oro egli effettivamente usava per esibirsi (circondato alla base da una piccola vera di diamanti), costruito a mano esclusivamente per lui da un artigiano tedesco.

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