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Ippolito Nievo

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NATO  IL 30-11-1831
MORTO  IL 04-03-1861

Italia Ippolito Nievo è stato uno scrittore e patriota italiano dell'Ottocento.

Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera, si è distinto ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E stato quindi doveroso da parte nostra erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti.

Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala

Pubblicato il 26/10/2016



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Postato il 26/10/2016

„Vivendo bene, si muore meglio; desiderando nulla, si possiede tutto.“ – (Ippolito Nievo)
Faraone Massimo
Postato il 26/10/2016

„Per far trionfare il vero e il buono bisogna farsi posto tra i primi, a gomitate anche, non importa. Ma figurati il gran danno che ne verrebbe se in quei posti ci spuntassero dei tristi e dei fannulloni.“ – (Ippolito Nievo)
Barb. G:G
Ippolito Nievo (Padova, 30 novembre 1831 – mar Tirreno, 4 marzo 1861) è stato uno scrittore e patriota italiano dell'Ottocento.

Biografia
Ippolito Nievo nasce a Padova nell'anno 1831, nel palazzo Mocenigo Querini, primogenito di Antonio, magistrato, e di Adele Marin, figlia della contessa friulana Ippolita di Colloredo e del patrizio veneziano Carlo Marin, intendente di finanza a Verona. I conti di Colloredo Mels sono titolari del feudo di Monte Albano, dove sorge il castello di Colloredo, a mezza strada tra Tricesimo e San Daniele, luoghi frequentati nell'infanzia da Ippolito, quando, nel 1837, il padre viene trasferito da Soave nella pretura di Udine.
Nel 1841 Ippolito viene iscritto nel collegio del seminario di Sant'Anastasia di Verona come convittore interno poi, non sopportandone la disciplina, dal 1843 vi frequenta il Ginnasio come esterno. La sua solitudine è alleviata dalle visite del nonno Carlo, uomo colto, amico del Pindemonte e amante della letteratura, che diviene, per la lontananza dei genitori, la figura di riferimento e al quale dedica il quaderno dei suoi Poetici componimenti fatti l'anno 1846-1847, semplici poesie scolastiche in stile classicista. Quando, nel 1843, muore Alessandro Nievo, il primogenito Antonio, padre di Ippolito, che già possedeva la villa di famiglia con terreni agricoli a Fossato frazione del comune di Rodigo (Provincia di Mantova), avendo rilevato la quota ereditaria di un suo fratello, divenne unico proprietario del palazzo Nievo a Mantova, con i relativi arredi, le collezioni d'arte e la ricca biblioteca. Antonio Nievo vi prende domicilio con la sua famiglia e con due fratelli, anche in seguito al suo trasferimento, nel 1847, alla pretura della vicina Sabbioneta. Ippolito torna nella famiglia a Mantova, città dove è andato a stabilirsi e a trascorrervi gli anni della pensione, anche il nonno Carlo Marin. Qui Nievo prosegue gli studi al Liceo Virgilio, compagno di Attilio Magri (1830-1898) il quale, innamorato di Orsola Ferrari, ne frequenta la casa e vi introduce anche Ippolito che conosce la sorella maggiore, Matilde (1830-1868), il suo primo amore.

Nel 1848 il giovane Ippolito, affascinato dal programma democratico di Mazzini e Cattaneo, probabilmente è coinvolto in prima persona nella fallita insurrezione di Mantova. Prudentemente, continua a Cremona gli studi con l'amico Attilio Magri e, l'anno dopo, poiché la famiglia ritiene opportuno che si allontani per qualche tempo dalla Lombardia, egli si trasferisce in Toscana, prima a Firenze e poi a Pisa. Qui entra in contatto con gli esponenti del partito democratico di Guerrazzi: anche la Toscana è scossa dai moti risorgimentali e forse Ippolito partecipa a Livorno al moto del 10 maggio 1849 contro gli Austriaci, intervenuti per favorire il ritorno del granduca Leopoldo fuggito quattro mesi prima da Firenze.

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