Gigi Proietti

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NATO IL 02-11-1940
MORTO IL 02-11-2020
Italia Gigi Proietti, è stato un attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante italiano. Faceva parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto notevole successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano
Pubblicato il 02/11/2020


Postato il 11/11/2020

"Debbo, anzitutto rendere omaggio allo zelo..." così cominciava uno spezzone di una delle Tue tante rappresentazioni... Grande Gigi! Ciao Gigi!
Valeria
Postato il 06/11/2020

Un maestro, un gigante, un mito, un genio della recitazione che resterà eternamente nei nostri ricordi. Ineguagliabile, immenso, inarrivabile, un vanto per la città di Roma, romano e romanista vero. Eri immenso, ora sei anche immortale. Ciao Mandrake.
Angelo Valori
Postato il 06/11/2020

Se ne va l'amico, il nonno, quella presenza che faceva parte delle nostre vite... Ora è consegnato all'immortalita'.. Ciao Maestro... Grazie ??
Silvana
Postato il 05/11/2020

Roma ha perso una parte di sé e di tutti noi. "Arriveduar", core de Roma.
Chiara
Postato il 02/11/2020

IMMENSO... GIGANTESCO... semplicemente IL PIÙ GRANDE DI TUTTI... Ora che sei in Paradiso, i miei genitori (specialmente mio padre, tuo grande estimatore) potranno di nuovo ridere fino alle lacrime anche Lassù, come quando erano su questa Terra e ti guardavano in Televisione... anch'io grazie a te ho riso tante di quelle volte fino alle lacrime... ma da oggi, che doveva essere un importantissimo giorno di festa, il tuo 80° Compleanno, non ci potranno essere più risate, ci resteranno soltanto le lacrime... CIAO GIGI, RIPOSA IN PACE...
Lidia Previti
Postato il 02/11/2020

"Roma perde una parte della sua anima" (La Sindaca di Roma Virginia Raggi)
infinitamemoria
Postato il 02/11/2020

«Oggi ci lascia un attore gigantesco».«Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore. Enorme presenza scenica, maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive. Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro. Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti» (Carlo Verdone)
infinitamemoria
Gigi Proietti, all'anagrafe Luigi Proietti (Roma, 2 novembre 1940 – Roma, 2 novembre 2020), è stato un attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante italiano. Faceva parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto notevole successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli esordì nel Can Can degli italiani, per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a A me gli occhi, please, del 1976, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani. Lo spettacolo segnò un record di oltre 500 000 presenze al Teatro Olimpico di Roma.

Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta: prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio. Verso la fine degli anni settanta ha anche aperto il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano.

Nonostante il sodalizio con il cinema non abbia spesso dato i frutti sperati, ha raggiunto la consacrazione cinematografica nel 1976 con Febbre da cavallo, nel ruolo dell'incallito scommettitore Mandrake, che con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio film di culto, che ha ripreso nel 2002, anno nel quale ha iniziato un forte sodalizio con i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

Biografia
Gioventù e gavetta come cantante e attore

Figlio di Romano Proietti, di Porchiano del Monte, in Umbria, e della casalinga Giovanna Ceci, di San Clemente di Leonessa, nel Lazio, ha vissuto i primi dieci mesi della sua vita in una casa in via di sant'Eligio (una traversa di via Giulia) a Roma.[8] Dopo essersi diplomato presso il Liceo Ginnasio Statale "Augusto" di Roma, si iscrive al corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza", che abbandonerà a soli sei esami dalla laurea.

Appassionato di musica sin da bambino, suona la chitarra, il pianoforte, la fisarmonica e il contrabbasso, e nel tempo libero inizia a esibirsi come cantante nelle feste studentesche, nei bar all'aperto, e, più avanti, nei night-club più celebri della capitale. In un'intervista al Fatto Quotidiano, ricorderà, poi, che i personaggi della Roma dell'epoca sono stati in parte fonti di ispirazione per alcuni ruoli comici da lui interpretati sul grande schermo.[10] A proposito di questo periodo dichiarerà: «Per mantenermi agli studi cantavo nei night club. Cominciavo alle 10 di sera e finivo alle 4 del mattino, uscivo fuori con un collo gonfio... Non c'era misura di camicia che tenesse: ce voleva un copertone».[9] Il giovane Proietti, rivela tuttavia di non essere inizialmente interessato al mondo del teatro: «Assolutamente no! A teatro non c'ero mai stato e poi non ero figlio di attori».[9] Anche i genitori, pur appoggiando la sua decisione, non erano del tutto convinti delle prime prove del giovane Luigi.

Iscrittosi al Centro Teatro Ateneo, fu allievo di personaggi di spicco come Arnoldo Foà, Giulietta Masina e Giancarlo Sbragia. «La mattina frequentavo le lezioni, il pomeriggio provavo all'Ateneo, la sera cantavo nei locali notturni. Gli esami non finivano mai» commenterà.[9] Nello stesso momento decide di lasciare definitivamente la facoltà di Giurisprudenza, e inizia a frequentare il corso di mimica del Centro Universitario Teatrale tenuto da Giancarlo Cobelli, il quale nota subito le sue qualità di musicista e lo scrittura per uno spettacolo d'avanguardia da lui diretto, Can Can degli italiani (1963), composto da famosi scrittori quali Ercole Patti e Luigi Malerba, dove mette in musica un aforisma di Ennio Flaiano, Oh come è bello sentirsi....



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